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domenica, 16 novembre 2008

Non limitare la tua azione politica al dissenso, la casta non si vota. Alle Elezioni regionali abruzzesi 2008 fai sentire la tua presenza libera e democratica:sostieni la Fatanuda

Postato da: comitatofn a 08:56 | link | commenti (2) |
politica, scuola, elezioni, pantera, onda, gelmini, tunnel

giovedì, 18 settembre 2008

Unità/Bologna: Scuola, il contropiede della Regione
18-09-2008

di Alice Loreti/ Bologna

UN RICORSO alla Corte Costituzionale contro il decreto Gelmini. L’idea arriva da Viale Aldo Moro, dopo l’incontro di ieri tra l’assessore regionale alla Scuola, Paola Manzini e gli assessori delle Province e dei Comuni emiliano-romagnoli. La prossima settimana, Manzini porterà in Giunta la proposta; se approvata, la Regione valuterà gli estremi del ricorso, per poi sottoporlo alla Corte Costituzionale. L’appiglio legale risiede nel Titolo V della Costituzione. Secondo quanto sancito dalla Costituzione italiana, infatti, le decisioni in materia di ordinamento e offerta formativa del sistema pubblico devono essere prese in accordo tra Stato e regioni. Ma, mai come in questo caso, la riforma del ministro è arrivata «a gamba tesa»; gli enti locali non sono stati interpellati, così come non vi è stato nessun incontro nelle scuole. Tutto è caduto dall’alto, insomma, lasciando Comuni e province della nostra regione a fare i conti con tagli pesantissimi e reintroduzione del maestro unico. «Gli assessori presenti - si legge nel documento uscito dall’incontro di ieri - esprimono una critica unanime al metodo con cui sono stati emanati tali provvedimenti, ossia lo strumento del decreto legge, che non ha consentito un approfondito confronto per rispondere alle vere esigenze educative degli studenti e del sistema scuola. A suo tempo, il superamento della figura del maestro unico venne accompagnato da un approfondito dibattito pubblico che coinvolse famiglie, mondo della scuola, pedagogisti. Oggi si procede con grande disinvoltura con un decreto, non fondato su analisi pedagogiche, ma dettato esclusivamente da ragioni economiche, che metterà fine all’esperienza del modulo e che comprometterà il tempo pieno ed il tempo prolungato». Se l’ipotesi del ricorso dovesse diventare realtà, la Regione ha dalla sua un punto forte.

Nel 2005, fu il Governo Berlusconi a fare ricorso, contro una legge proposta dall’allora assessore alla Scuola di Viale Aldo Moro, Mariangela Bastico. Secondo il Governo, quella legge avrebbe travalicato le competenze regionali, andando a legiferare su materie quali la scuola dell’infanzia, la formazione professionale e l’educazione degli adulti. La sentenza della Corte Costituzionale bocciò il ricorso, stabilendo che la legge Bastico rientrava nella piena attuazione del Titolo V. Questa volta la frittata è capovolta, ma le condizioni per una seconda vittoria parrebbero esserci. «Siamo pronti ad appoggiare l’orientamento della Regione - dice l’assessore provinciale alla Scuola, Paolo Rebaudengo -. Questo è un esempio di ingerenza dello Stato su materie che competono anche agli enti locali».

Soddisfatta anche la Cgil. «Sarebbe un passo molto importante - afferma il segretario, Sandra Soster - a cui parteciperebbe tutto il mondo della scuola. Speriamo vi siano gli estremi per procedere». Intanto, la maggioranza in Regione appare compatta. Ieri Prc; Verdi; Comunisti Italiani; Idv; Sd e socialisti hanno votato all’unanimità il documento presentato dal presidente del Gruppo Pd, Marco Monari, contro i tagli della Gelmini.

Postato da: comitatofn a 14:36 | link | commenti |
politica, scuola, gelmini, casta

venerdì, 22 agosto 2008

sostieni la civiltà contro il nanopensiero italiano, resisti alla bugia

Postato da: comitatofn a 21:52 | link | commenti (1) |
politica

lunedì, 16 giugno 2008

Francesco Scrima: "Il ministro si guardi da consiglieri improvvisati"


Conoscere la realtà di cui si parla dovrebbe essere la prima regola per fare della buona informazione
e per distribuire consigli utili a migliorare le cose che si sono analizzate.
Il fondo di Fracesco Giavazzi sul Corriere della Sera di oggi (domenica 15 giugno) è costruito su elementi di così scarsa conoscenza della scuola che non bastano poche righe per controbattere le tesi che esprime.

Segnaliamo alcuni punti:
1. Il primo per immediata gravità e urgenza: la questione dei precari. Smettiamola di crederli dei
fastidiosi clandestini in attesa di sanatoria; sono insegnanti che hanno avuto l’abilitazione a questo
mestiere attraverso prove regolari, e in più hanno maturato significative esperienze. Fino ad ora
molte scuole hanno potuto funzionare regolarmente solo grazie a loro. L’Amministrazione li ha utilizzati e sfruttati; chi vuole rottamarli non ha il minimo senso di responsabilità e di giustizia.
C’è del resto una norma della Finanziaria che ne decreta e regola l’accesso nei ruoli. Fra le “regole di convivenza” che la scuola dovrebbe insegnare e testimoniare non c’è anche quella che ci dice di
rispettare le leggi e onorare i patti?

2. Il malessere della scuola ha cause un po’ più ampie e profonde di quanto l’editorialista sembra
presumere.

3. Le code di precari che bussano per un lavoro stabile alle porte della scuola sono le stesse che i
laureati fanno in Italia per qualsiasi altro posto adeguato ai titoli e alle aspirazioni che hanno.

4. Esistono già gli strumenti perché il sistema si difenda da quella quota di incapaci e furbastri che
in ogni grande organizzazione possono esserci. Se tali strumenti non vengono attivati di chi è la colpa?

5. Il sistema dei concorsi pubblici per entrare di ruolo nella scuola, se ben governato, è un serio meccanismo di garanzia per la società e il “pubblico” prima che per i singoli concorrenti; selezionare su criteri di competenza è doveroso e possibile.
Se non avviene sempre così di chi è la colpa? Il sistema dei Concorsi pubblici è comunque previsto dalla Costituzione; che facciamo?

6. I concorsi sono indetti per gradi di scuola, dunque non si va in una scuola media o in un liceo senza specifica abilitazione.

7. I curricoli di scuola sono già in larga parte nelle potestà progettuale delle singole scuole autonome e degli insegnanti e non di un Ministro o di una Commissione ministeriale.
Si tratta di sostenere la scuola in questo compito.

8. I dati Ocse-Pisa sono un po’ più complessi e articolati di quanto Giavazzi sembra conoscere.
Analizziamoli sino in fondo.

9. Sono anni che i Sindacati chiedono un sistema di valutazione nazionale. Chi non lo costruisce?

10. La classifica delle scuole non serve ai genitori per scegliere la scuola migliore. Le famiglie (tranne quelle di categorie privilegiate e abbienti) possono mandare i figli solo nella scuola più vicina. La qualità va assicurata a tutti e non è il sistema della classifica che lo garantisce (neanche in America).

Questo solo per cominciare a precisare. Al Ministro chiediamo di guardarsi da consiglieri improvvisati. A Giavazzi chiediamo di approfondire la conoscenza del sistema scolastico. Credendo nella sua onestà e buona fede, gli chiediamo di confrontarsi con noi in una riflessione più articolata.
Anche noi, quanto Lui, vogliamo una scuola efficace, efficiente, capace di rendicontazione sociale.

Francesco Scrima
Segretario Generale Cisl Scuola

Postato da: comitatofn a 21:12 | link | commenti |

Francesco Scrima: "Il ministro si guardi da consiglieri improvvisati"


Conoscere la realtà di cui si parla dovrebbe essere la prima regola per fare della buona informazione
e per distribuire consigli utili a migliorare le cose che si sono analizzate.
Il fondo di Fracesco Giavazzi sul Corriere della Sera di oggi (domenica 15 giugno) è costruito su elementi di così scarsa conoscenza della scuola che non bastano poche righe per controbattere le tesi che esprime.

Segnaliamo alcuni punti:
1. Il primo per immediata gravità e urgenza: la questione dei precari. Smettiamola di crederli dei
fastidiosi clandestini in attesa di sanatoria; sono insegnanti che hanno avuto l’abilitazione a questo
mestiere attraverso prove regolari, e in più hanno maturato significative esperienze. Fino ad ora
molte scuole hanno potuto funzionare regolarmente solo grazie a loro. L’Amministrazione li ha utilizzati e sfruttati; chi vuole rottamarli non ha il minimo senso di responsabilità e di giustizia.
C’è del resto una norma della Finanziaria che ne decreta e regola l’accesso nei ruoli. Fra le “regole di convivenza” che la scuola dovrebbe insegnare e testimoniare non c’è anche quella che ci dice di
rispettare le leggi e onorare i patti?

2. Il malessere della scuola ha cause un po’ più ampie e profonde di quanto l’editorialista sembra
presumere.

3. Le code di precari che bussano per un lavoro stabile alle porte della scuola sono le stesse che i
laureati fanno in Italia per qualsiasi altro posto adeguato ai titoli e alle aspirazioni che hanno.

4. Esistono già gli strumenti perché il sistema si difenda da quella quota di incapaci e furbastri che
in ogni grande organizzazione possono esserci. Se tali strumenti non vengono attivati di chi è la colpa?

5. Il sistema dei concorsi pubblici per entrare di ruolo nella scuola, se ben governato, è un serio meccanismo di garanzia per la società e il “pubblico” prima che per i singoli concorrenti; selezionare su criteri di competenza è doveroso e possibile.
Se non avviene sempre così di chi è la colpa? Il sistema dei Concorsi pubblici è comunque previsto dalla Costituzione; che facciamo?

6. I concorsi sono indetti per gradi di scuola, dunque non si va in una scuola media o in un liceo senza specifica abilitazione.

7. I curricoli di scuola sono già in larga parte nelle potestà progettuale delle singole scuole autonome e degli insegnanti e non di un Ministro o di una Commissione ministeriale.
Si tratta di sostenere la scuola in questo compito.

8. I dati Ocse-Pisa sono un po’ più complessi e articolati di quanto Giavazzi sembra conoscere.
Analizziamoli sino in fondo.

9. Sono anni che i Sindacati chiedono un sistema di valutazione nazionale. Chi non lo costruisce?

10. La classifica delle scuole non serve ai genitori per scegliere la scuola migliore. Le famiglie (tranne quelle di categorie privilegiate e abbienti) possono mandare i figli solo nella scuola più vicina. La qualità va assicurata a tutti e non è il sistema della classifica che lo garantisce (neanche in America).

Questo solo per cominciare a precisare. Al Ministro chiediamo di guardarsi da consiglieri improvvisati. A Giavazzi chiediamo di approfondire la conoscenza del sistema scolastico. Credendo nella sua onestà e buona fede, gli chiediamo di confrontarsi con noi in una riflessione più articolata.
Anche noi, quanto Lui, vogliamo una scuola efficace, efficiente, capace di rendicontazione sociale.

Francesco Scrima
Segretario Generale Cisl Scuola

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scuola, pantera, gelmini, terzo polo

lunedì, 11 febbraio 2008

Manda in fumo i progetti della Casta mafiosa italiana, diserta i poli e vota la Fatanuda.

vota la Civiltà classica. Vota la Fatanuda

Postato da: comitatofn a 17:18 | link | commenti (2) |
elezioni, pantera, tunnel, casta, 08

venerdì, 25 gennaio 2008

liberi dalla Casta, fuori da ogni corporazione fascista, contro la cattopedofilia

per la libertà di pensiero e d'azione, per la democrazia reale

vota la liberazione, sostieni Romano Prodi. stai dalla parte della Fatanuda

www.fatanuda.splinder.com

Postato da: comitatofn a 17:59 | link | commenti (1) |

liberiamo il paese dalla Casta ignorante, sosteniamo il Polo del Professor Prodi

Postato da: comitatofn a 11:05 | link | commenti |
elezioni, tunnel, terzo polo, casta, prodi bus

giovedì, 27 dicembre 2007

Con il Terzo Polo in Italia rinasce la democrazia.

La casta non si accetta, va cacciata.       

Postato da: comitatofn a 13:27 | link | commenti (4) |
casta

giovedì, 06 dicembre 2007

il paese è tuo, sostieni il Terzo Polo, stai dalla parte della Fatanuda

Postato da: comitatofn a 18:17 | link | commenti (1) |
pantera, tunnel, terzo polo, prodi bus



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